Dal colore rosso intenso dai riflessi violacei e con spiccati sentori di frutti di boschi. Gusto morbido con tannini ben fusi.
Ottimo in abbinamento con pietanze di carni, salumi e formaggi stagionati. Si consiglia di servirlo a 18-20 °C.
Torrette è per estensione la principale sottozona geografica della Doc Valle d’Aosta e si basa in prevalenza sul petit rouge, il vitigno autoctono più diffuso in regione. Ne deriva un vino di colore rubino con belle sfumature violacee, che si apre al naso su morbide e delicate sensazioni floreali rimpolpate da dolci note fruttate; il sorso è fragrante, sapido e minerale, rinfrescato da una spigliata vena acidula che regala ottima bevibilità. Viene tradizionalmente consumato a tutto pasto.
Un’antica leggenda vuole che l’uva corvina sia nata proprio sulla stupenda collina su cui si erge il Podere La Grola, da sempre vigneto simbolo della Valpolicella Classica.
Dall’incontro di tre grandi personalità – la collina della Grola, i vitigni autoctoni della Valpolicella e il syrah – si ottiene un vino che unisce la fragrante maturità di queste terre, il frutto succoso ed il nervo acido della Corvina e la speziata morbidezza del Syrah.
Si accompagna a piatti a base di carni rosse, ad agnello e capretto; delizioso con funghi stufati o alla griglia e con i formaggi stagionati non particolarmente piccanti.
Villero è uno dei cru più rinomati del comune di Castiglione Falletto. La qualità delle uve qui coltivate trae giovamento da un’esposizione davvero eccellente e sitraduce in un Barolo ricco, potente e strutturto, che offre al naso intriganti e compatte sensazioni di violetta, frutta rossa, cacao e liquerizia; sul palato la trama tannica, fitta e complessa, si risolve in un finale di delicata dolcezza.
Un vino ricco, potente e strutturato proveniente da uno dei cru più rinomati del comune di Castiglione Falletto. La qualità delle uve qui coltivate trae giovamento da un’esposizione davvero eccellente.
L'annata 2015 sarà disponibile da Aprile 2019.
È considerato la massima espressione del Nero d’Avola coltivato nella zona di Noto, frutto dell’impegno di Baglio di Pianetto nell’apprendere, conoscere ed esprimere senza trucchi il principe dei vitigni siciliani, fondendo le sue spigolosità e le sue eleganze per confrontarsi a testa alta con le altre grandi varietà italiane ed internazionali. Il nome deriva da una località aziendale ripresa dalla vecchia toponomastica.
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