Dal colore giallo paglierino scarico con riflessi verdognoli. Il suo profumo è floreale e fruttato, dal gusto fresco ed armonico.
Ottimo in abbinamento con antipasti leggeri, crostacei e piatti a base di pesce. Si consiglia di servirlo a 10-12 °C
Il friulano, localmente noto come tocai, è una delle più antiche varietà autoctone del Friuli Venezia Giulia, la cui presenza è attestata fin dall’XI secolo. Dà un vino giallo paglierino dai riflessi verdognoli, che al naso profuma di biancospino e camomilla, polposa frutta gialla ed agrumi, stimolati da un lieve accenno vegetale; il sorso è morbido, avvolgente, supportato da una vivace vena acida e sapida.
Classico vino da aperitivo, si accompagna egregiamente a prosciutto crudo, salumi, piatti a base di pesce e formaggi freschi.
Il nome Mongris deriva dalla contrazione delle parole “monovitigno” e “gris”, ovvero pinot grigio in friulano. Si tratta, infatti, di una raffinata interpretazione di questo vitigno, uno dei più importanti e maggiormente coltivati nel Collio, dove è presente fin dalla seconda metà dell’Ottocento.
Giallo dorato attraversato da riflessi ramati, tipici del Pinot Grigio, al naso è carico di dolci note di frutta tropicale arricchite da sfumature agrumate, floreali e di pietra focaia; sul palato è complesso e strutturato, con i toni più morbidi rinfrescati dalla vena sapida e dalla precisa acidità.
Perfetto con i pesci di mare, proposti in preparazioni saporite e complesse, oppure con le carni bianche ed i formaggi di media stagionatura.
Da un vitigno la cui paternità è contesa tra Vallese e Valle d’Aosta (sebbene le ultime indagini genetiche sembrino confermarne l’origine valdostana) nasce un vino dal brillante color giallo paglierino, ricco di dolci note floreali e fruttate stimolate da venature agrumate e vegetali; il sorso è minerale, sapido e fragrante grazie ad una fresca ed equilibrata acidità. Da servire insieme a piatti a base di pesce, crostacei, carni bianche e formaggi non eccessivamente stagionati.
Uscita a Gennaio 2019
Vino tra i più importanti di tutta la produzione di Marco e Roberto Felluga, rappresenta l’identità territoriale del Collio nel suo complesso; non si affida, infatti, alla personalità di un singolo vitigno, ma esprime le sfumature di un terroir prestigioso attraverso l’unione di tre delle sue tradizionali uve. Il nome Molamatta identifica la zona ove giacciono i vigneti di provenienza.
Giallo paglierino dai caldi riflessi dorati, profuma di frutti tropicali, mela matura e scorza d’agrumi, rinfrescati da un elegante accenno di erbe aromatiche; sul palato è sapido, avvolgente, con vaghi accenni di spezie dolci, sostenuto dalla freschezza dell’acidità e pervaso da una profonda vena minerale.
Ottimo con i piatti a base di pesce, anche i più complessi e saporiti, con i crostacei, le carni bianche e gli asparagi.
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